Ridurre i magazzini con il Lean Six Sigma
Il problema di ridurre i magazzini nasce quando un certo prodotto passa di moda o diventa, semplicemente, inefficace (è il caso, ad esempio, di certi medicinali superati da altri più evoluti).
La metodologia Lean Six Sigma può aiutare a individuare le cause di questi accumuli e ad aliminarli, in modo che le perdite vengano ridotte. Uno strumento utilissimo in questi casi è il diagramma a lisca di pesce o diagramma causa-effetto.
Le cause più serie saranno quelle che hanno portato a previsioni poco precise, a lead time (tempi per l'approvvigionamento del magazzino) imprecisi e, di conseguenza, a obsolescenze.
I magazzini si riempiono quando operiamo su lotti molto grandi, quando facciamo operazioni prive di valore aggiunto come le rilavorazioni, quando non esaminiamo abbastanza a fondo i dati o quando, semplicemente, facciamo delle previsioni di vendita troppo ottimistiche.
Per gestire situazioni di questo tipo, la metodologia migliore è quella del Lean Six Sigma (derivante dall'unione di Lean manufacturing e Six Sigma).
Lo strumento DMAIC, ad esempio, è di grande aiuto per risolvere il problema in maniera metodica. Occorrerà, però, riflettere a fondo su tutta la catena dei processi: dalla produzione alla vendita.
La fase Define, di definizione, aiuta a definire gli obiettivi della nostra indagine mentre la fase Measure, di misurazione, prevede una raccolta dati per esaminare a fondo il problema.
La fase Analyze prevede la costruzione di un modello di magazzino che sia in grado di gestire le correlazioni tra lead-time e oscillazioni nella domanda.
Nella fase Improve, miglioramento, si potrà costruire una mappa del valore per comprendere il flusso in essere e per identificare eventuali colli di bottiglia da eliminare.
Strumenti lean quali le 5S potranno, invece, essere utilizzati nella fase Control per assicurare che i miglioramenti vengano mantenuti nel tempo.
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